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“Le aspettative che ti uccidono, come le sigarette che fumi di notte. Hanno un sapore dolcissimo le illusioni che mi creo.”

… Perché? Questa è la domanda che mi pongo, perché tutte le volte che faccio qualcosa, penso di farla, o immagino di farla, questa cosa non va mai come vorrei. Oggi sono scesa a Cardito sperando di vedere G., ci speravo davvero, ci avevo creduto ma non l’ho visto. Perché? mi chiedo. Non posso essere come tutte le altre ragazze, lo so non solo come le altre, ma perché non possono essere banalmente come tutte. Alle altre quando piace un ragazzo quel ragazzo ricambia, ci prova, si fidanzano, con me non succede mai. Mi piace qualcuno ma quel ragazzo mi ignora, non mi calcola proprio, non gli piaccio. Colpa è anche del mio atteggiamento chiuso, sgarbato, poco amichevole, silenzioso, timido e tutte le cose più negative. E se ho qualcosa di buono, bhè quel qualcosa si fotte. Questo fatto dei ragazzi prima non lo sentivo tanto, mi sentivo comunque ancora piccola, insicura aspettavo il ragazzo giusto quello bello e perfetto che mi faceva battere il cuore e non sarei scesa per nulla al mondo a compromessi, ma adesso mi chiedo, è valsa la pena? Aver aspettato tanto, per poi aspettare ancora che qualcuno si accorga di me, ma se non mi butto, mai qualcuno si accorgerà di me, se non urlo al mondo che esisto anche IO nessuno noterà me. Che poi il mio scopo è sempre stato di essere invisibile, ma come disse mamma: ” So che ti piace essere invisibile ma arriverà un giorno che non ti piacerà più e allora che farai?”, ecco ho 16 anni e quel giorno sta arrivando.

Hai 16 anni, è questo il momento per essere egoisti!

…Oggi è il giorno della verità, ho promesso a me stessa che gli avrei dato una settimana, questa settimana di tempo e se mi avrebbe scritto entro oggi (domenica) lo avrei risposto altrimenti no. Dall’ultima volta sono passate quasi tre settimane, moltissimo tempo, penso che lui si è già dimenticato di me, il destino ha voluto che io e lui non ci vedessimo più, no che prima ci  vedevamo sempre ma capitava molto più frequentemente soprattutto il sabato o la domenica. Scendere a Cardito in questi giorni è sembrato impossibile, sperare che lui stesse in giro anche. Parlando seriamente lui a me non piace, come io non piaccio a lui, il fatto è che ora sono curiosa di vederlo, non so se mi guarderà, saluterà o semplicemente farà finta di niente come sempre. Si dice che più si spera in una cosa più sembra non accadere mai, tipo che ieri sera mi ritrovo davanti A. un colpo al cuore per un attimo e poi niente. Mi è passata la cotta per A. finalmente. Penso che ora visto che ho chiuso anche con G. è il momento di andare avanti, non pensare ai ragazzi, perché alla fine se il ragazzo giusto c’è arriverà. Semplice a dirlo difficile a farlo ma non è impossibile…

Avevo occhi solo per te, ma tu guardavi da un’altra parte…

…Andrea, si chiama Andrea *-*… Adoro questo nome. In due settimane non ho parlato con lui neanche una volta, sembra impossibile ma è così. Sembrava impossibile parlare con lui, iniziare una conversazione anche se forse bastava un accendino e una sigaretta ( visto che fumava ogni secondo) per legare con lui. Comunque ho costatato in queste due settimane che mi portava sfortuna, sfiga ma proprio tanto. Arrivati a Londra con lui faccio la mia prima figura, prendo la mia valigia rosso corallo lucida che scorreva velocemente sul rullo ma essendo molto pesante la prendo di lato e gli cade sulla gamba -.-“, in quel momento volevo morire dalla vergogna, avrà pensato che sfigata nemmeno una valigia sa prendere. Ma lui in realtà era rimasto impassibile, io in modo educato gli avevo chiesto scusa lui non ha neanche risposto. Saliamo sul pullman per andare al college e stava seduto un sedile dietro il mio però dal lato destro. Okay.. mantieni la calma mi dico, non te lo ritroverai in questa vacanza studio e invece eccolo li; la sera insieme a me, a camminare lungo il Tamigi con il Big Ben alla nostra sinistra, le luce accese colorate, la London Eye che brillava di celeste nella notte, l’acqua del Tamigi che luccicava, il cielo senza neanche una nuvola, le stelle alte nel cielo e per ricordarci di stare a Londra una pioggerellina leggera che cadeva dolcemente sulle nostre teste mentre noi tutti assonnati e stanchi camminavamo ammirando quella meraviglia che ci ricordava luminosa e immensa in confronto a noi che eravamo piccoli e spenti. Un casino per la stanza e per l’adattatore del telefono sbagliato mi fa dimenticare di Andrea e delle meraviglie viste quella stessa sera. Le mattine iniziavano presto, i giorni sembravano settimane, le ore giorni, i minuti ore, i secondi minuti, e nella mia testa la voglia di tornare a casa si faceva sempre più evidente. Ad Andrea oramai non lo calcolavo neanche più non avevo proprio il tempo materiale di pensare a lui, le amicizie aumentavano, le gioie anche, la fame, le risate, la stanchezza e la voglia di vedere nuove cose. Continuavo a pensare nonostante tutto la sera nel letto a G.. Dopo una settimana Andrea non mi aveva proprio calcolato quando lo vedevo le mie figure con lui aumentavano stavo per cadere, l’acqua continuava ad uscire uscendo dal bicchiere. Finita la vacanza in conclusione non ci siamo mai parlati, non penso lui mi abbia neanche notato, in fondo invece di cambiare ho continuato ad essere la classica ragazza timida che sta per i fatti suoi nella speranza che qualcuno si accorga di lei. Ora ci sto pensando un pò, ma non mi sono fissata di questo ne sono certa.. in fondo lo so che non lo rivedrò mai più :)…

Non c’è niente qua!… Ci sei Tu

… Finalmente sono partita per LONDRA *-*, devo dire che l’ inizio non è stato dei migliori. Siamo partiti prestissimo ma nonostante tutto abbiamo trovato un infinità di traffico a Roma. Appena arrivati, non contenti, ci hanno avvisati che l’aereo avrebbe fatto un ora di ritardo. Mentre aspettavamo io e Ily abbiamo fatto amicizia con due ragazze Martina ed Eleonora. Parlando con loro in tempo è volato più velocemente, mentre consideravamo la possibilità di conoscere nuove persone e valutare anche se solo dall’apparenza i più simpatici. L’areo era pronto e anche noi.. ero pronta per partire, pronta a lasciarmi il passato alle spalle, pronta a dimenticarmi di R. , di A. e anche se speravo sempre che G. mi contattasse speravo di dimenticarmi anche di lui. Okay! Immaginavo un areo da film e invece era orribile. Dall’introduzione possiamo dedurre che questa vacanza è stata orribile ma nell’attesa di partire avevo intravisto una ragazzo altissimo e da dietro sembrava bellissimo *-*. Subito mi sono fermata a riflettere, ho detto a me stessa non iniziare a fissarti, non lo conoscerai mai, sono solo due settimane. Ma poi come sempre, come posso fermare il mio cuore, come posso fermare la mia mente, come posso rimanere impassibile, come posso non provare emozioni, sarebbe impossibile…

Sentiva solamente un disperato bisogno di essere amata.

… Oramai ci scriviamo a mezzanotte, anche ieri sera ci speravo come le altre sere, mi chiedevo se quel suo “ci sentiamo” era per dire o corrispondeva alla realtà. E poi ieri proprio nel momento in cui mi stavo per addormentare, addolorarmi per colpa del mio braccio indolenzito, e iniziare a fantasticare su A.. Puff! si apre la chat ed è lui, sorrido, divento rossa e lo rispondo. Ma come al solito finisce subito ci diciamo pochissime cose e la nostra conversazione rimane come sempre appesa. Che io e lui ci saremmo scritti non ci avrei mai pensato, non poteva essere possibile e anche se accadeva io non lo avrei risposto perché sono una ragazza orgogliosa e non avrei mai risposto uno come lui. E invece ora ho fatto tutto il contrario, anzi odio il fatto che mi comporto così, vorrei fargli capire che anche se è bello (a me non piace) le ragazze non cadono ai suoi piedi, non tutte almeno. Io non sono una di quelle forse ora è solo la stranezza del momento con il tempo non ci farò più caso a lui, proprio come facevo prima…

Non sarò io a cercarti!

… Ciao, disturbo?… E’ iniziata così la nostra conversazione, non ho provato nulla di speciale in fondo non avrei potuto provare niente, lo conoscevo di vista e sapevo chi era (tutti nel mio paese sanno chi è, essendo uno dei più belli ) ma mi sarei aspettata da me stessa una reazione diversa. Quando mi ha scritto ho sorriso, ero contenta lo ammetto, non è certo una cosa che capita tutti i giorni, non ci siamo detti niente di speciale o interessante e la nostra conversazione si è conclusa con un semplice “va bene :)” . Ho continuato a ripensare alla conversazione per una giornata intera e controllavo se era online, forse come se dentro me speravo che mi ricontattasse, ma di cosa si poteva parlare?. Ma non posso fissarmi non sarebbe giusto, non adesso, a me piace R., tra l’altro a G. non l’ ho mai considerato quindi sarebbe un po’ strano, sono sicurissima che non ci scriveremo mai più. …Ma in fondo uno come lui non può stare con una come me…

Te lo direi sottovoce…

… Finalmente ieri sera ho preso una decisione… Dopo aver visto A. per la seconda volta casualmente, ed aver fatto la mia solita di figura :/, sono giunta ad una conclusione. Scherzo sempre con F. sul fatto che mi piace A., ovviamente non è così anche se ieri mi sono comportata come se mi piacesse realmente. Sinceramente non so se mi piace, forse un poco, è il classico ragazzo che con i suoi modi di fare, di vestirsi si riconoscerebbe anche in una piazza piena di gente, o meglio io lo riconoscerei fra mille. Quando lo guardo mi suscita qualcosa di strano un misto di odio (tanto odio), ma allo stesso tempo mi piace, con lui non riesco ad essere me stessa, gentile, amichevole ma lo guardo storto, gli giro la faccia e divento la persona più antipatica del mondo. In realtà non sono così, le sue battute mi fanno anche ridere, perché ride anche lui e devo ammetterlo adoro quando ride :). Per non parlare di come si crede soprattutto quando si fa le foto, o quando guarda le ragazze che logicamente si sciolgono, cadono ai suoi piedi, con me non lo fa mai anzi mi evita , mi guarda male, mi dice in modo scortese “spostati, levati” e io in quel momento lo vorrei tanto mandare a quel paese, risponderlo male, litigarci seriamente una buona volta e nella rabbia urlargli che piace, non so perché glielo vorrei dire in fondo non so se realmente mi piace, una cosa è certa io non piaccio a lui. La cosa che mi fa rabbia è che lui è amico con tutti quelli di classe mia, tranne con me. Se questo non è antipatia non so cosa sia!.. mmm alla fine diciamo che una vera conclusione su ciò che provo per A. ancora non credo di averla trovata.

“Sai cosa si fa quando non se ne può più? Si cambia.”

… Non sono la classica adolescente depressa, che odia la vita ecc. Pensa che la vita di ognuno di noi ha degli alti e bassi, dipende da noi definirli, accettarli e decidere di volerli cambiare. La mia vita è sempre stata bella, ho sempre avuto quello che volevo nei modi giusti e nei tempi giusti, sono sempre andata bene a scuola dando soddisfazioni ai miei genitori, ho sempre avuto delle amiche, ho sempre avuto una vita facile possiamo definirla così. L’unica cosa che non ho mai provato è stato fidanzarmi, ho 16 anni e avrei dovuto avere avuto un ragazzo. ma niente.. aspetterò.. Un anno fa però qualcosa è cambiato, io sono cambiata, la mia famiglia è cambiata. Ho perso la persona più importante della mia vita, mio Padre. Non ne parlo quasi mai, da quella mattina è come se dentro me ho alzato un muro invisibile, all’apparenza fragile e sottile ma è duro e spesso, all’apparenza io non sono cambiata sono le solita ragazza dolce e gentile di sempre, pronta a perdonare ed aiutare gli altri, ma dentro me non so neanche io più cosa provo. Con il mio Papà avevo un rapporto bellissimo, quei rapporti rari che uno poteva vedere solo nei film, sono un’adolescente ma non ho mai litigato con lui, a volte capita ma per sciocchezze, nulla di importante. Ero la ‘ tipica cocca di papà’, mi sedevo sulle sue gambe, adoravo passare le giornate con lui, abbracciarlo, raccontargli tutto, scherzare insieme………..

“Che poi a me basterebbe un tuo ‘Ehi’ per farmi sorridere per una giornata intera.”

…Anche oggi ho passato la mia solita giornata buttata su un letto, a vedere la tv, parlare a telefono con la mia amica F. e ad aspettare che tu mi scrivessi. Logicamente neanche oggi mi hai scritto. Stupido da parte mia pensarci ancora, pensare ancora a te, stupido innamorarsi di te senza neanche conoscerti, averti mai parlato. Ma per me questa non è una novità, lo faccio sempre, mi innamoro ripetutamente di un ragazzo che non posso mai avere. Mi fisso, mi faccio un idea di lui che la maggior parte delle volte non corrisponde alla realtà, e poi dopo aver oramai in testa solo lui, l’unica persona a cui non potrò mai interessare, è troppo tardi perché non lo riesco a dimenticare ed aspetto di incontrare un altro ragazzo che come lui mi faccia battere il cuore all’impazzata, mi faccia tremare le gambe, brillare gli occhi e sorridere quando pronuncio il suo nome. Che poi pensandoci a chi voglio prendere in giro questo non è amore, io non sono innamorata, non si può essere innamorati di qualcuno che non si conosce, è solo una cotta, una fissazione. La scuola è finita e non lo vedrò più l’anno prossimo, direi che è perfetto se solo non sto già tentando di farmi piacere A. che tra l’altro odio, ma allo stesso tempo mi suscita curiosità.La verità è che mi sento sola, vorrei un ragazzo come tutte le mie amiche ma sono troppo timida, troppo complicata, troppo difficile, sono troppo sbagliata per far si che un ragazzo si possa innamorare di me…